giovedì 26 settembre 2013

La mia avventura con il decluttering


Il decluttering ha un nonsoché di affascinante, ma ha anche qualche altra cosa che mi inquieta; un momento, ma voi sapete di cosa sto parlando?

Non so bene se definirla una tecnica per fare ordine in casa o una filosofia di vita, ma di fatto il decluttering è l’eliminazione del superfluo dai nostri armadi, dalle nostre case e, perché no, anche dalle nostre vite.

Mia nonna, la nonna Amabile, è la vera regina del decluttering, non è praticamente affezionata a niente, se non serve, si butta! Tanto che mia mamma mi ha raccontato che mio nonno, che ha vissuto in Africa negli anni ’30, aveva delle bellissime foto fatte nei villaggi indigeni, ma una volta morto lui la nonna ha buttato tutta la sua roba foto comprese. Ovviamente la nonna nega l’innegabile! Forse per questo, sotto sotto, non amo molto questa pratica.

Innanzitutto è necessario definire quali sono gli oggetti che ci servono davvero e quelli di cui possiamo fare a meno e credo che questo sia il punto più difficile di tutta la faccenda, almeno per me. Per qualcuno è evidente che se non hai utilizzato un capo di abbigliamento o un accessorio per almeno due anni quello non ti serve più, per me non lo è. Proprio questo inverno mi è capitato di tirar fuori una borsa dall’armadio che non usavo da almeno nove anni - vi dico solo che conteneva un floppy disc con il nome di un mio ex alunno diplomato nel 2004 – l’ho trovata incredibilmente moderna e l’ho utilizzata per tutta la stagione. Secondo le regole del decluttering quella borsa non avrebbe dovuto trovarsi nel mio armadio da almeno sette anni, invece ha atteso pazientemente il suo turno, mantenendosi carina sapendo benissimo che prima o poi sarebbe toccato di nuovo a lei.

Un altro modo per capire se gli oggetti che abbiamo in casa ci servono davvero è di valutarne il funzionamento o comunque l’integrità. Questo in effetti è un metodo valido se non siete di quelle persone che vedono una seconda vita anche nei nastrini di fil di ferro che chiudono i pacchetti di pancarrè (perché io conservo anche quelli). Chi l’ha detto che un oggetto può avere solo una funzione? Perché l’ometto che mi hanno dato in lavanderia - sapete quello di metallo che rovina un po’ i vestiti? – non può rivivere come romantica ghirlanda? Certo magari non ti viene subito in mente la ghirlanda quando lo vedi sotto il tuo cappotto, ma se non lo conservi quando vorrai farla non avrai l’ometto a disposizione. Per non parlare degli avanzi di carta e di tessuto, chissà che non mi venga in mente qualche progetto! Quindi chi ha di queste passioni deve per forza conservare l’inimmaginabile.

Consigliano, gli esperti di decluttering, anche di evitare di comprare cose che non ti servono nell’immediato o che non hanno una precisa collocazione in casa, ovviamente una volta declutterata tutta la casa. Come fa una creativa compulsiva? Chi lo è, come me, sa benissimo che bisogna acquistare tessuti, bottoni, carte, timbri e tutto quello che ci serve per i nostri hobby quando li vediamo e non aspettare di avere un progetto preciso in mente se no l’occasione, piuttosto che la fiera o lo sconto, passa!  La maggior parte delle volte è la materia prima che chiama il progetto e non viceversa, solo che la materia prima lo chiama quando vuole lei, quindi spesso aspetta meditabonda nell’armadio per spuntare fuori quando meno te lo aspetti con una fantastica idea in testa.

Leggendo queste righe probabilmente vi sarete convinti che il decluttering non fa per me, invece qui vi sbagliate, ho già fatto significativi interventi in casa cominciando dalla stanza della casa meno problematica dal punto di vista dell’individuazione di oggetti inutili: il bagno! Tornata dalle vacanze ho reso lo scaffale del bagno irriconoscibile (in meglio); dopo averlo svuotato completamente, lavato, disinfettato, vaporizzato, spolverato, ho valutato uno ad uno gli oggetti che lo ingombravano, dall’ombretto alla bottiglia di candeggina e ho gettato tutti i prodotti scaduti, quelli che non uso più o non ho mia usato, compresi quelli che ho acquistato pensando che fossero insostituibili. Ho diviso tutto per tipologia: trucchi, creme, assorbenti e depilazione, spazzole e fon, prodotti per la lavatrice, prodotti per le pulizie frequenti, prodotti per le pulizie meno frequenti, accessori vaporetto, prodotti del marito, ricambi per spazzolini, sapone, dentifrici. Per ogni tipologia ho acquistato un contenitore di plastica e ho risistemato tutto. Considerate che prima era tutto mischiato, inutile dire che sono rinata! Presa dalla foga poi sono passata ai miei cassetti, ma qui la faccenda si è complicata: sono riuscita ad eliminare tutte le maglie, le camicie e le felpe che non indossavo da almeno due anni, ma non sono riuscita a buttarle. Ho messo tutto in uno di quelle scatole con sacchetto da cui si aspira l’aria e l’ho riposto nel sottoscala, forse più avanti le troverò meno indispensabili e le getterò senza pensarci troppo.

Adesso c’è una cassettiera in sala che mi guarda con sguardo implorante, prima o poi mi verrà l’ispirazione, ma i cassetti dei tessuti non si toccano!


A presto

Stefania

5 commenti:

katia ha detto...

ciao! mi (ri)presento. sono una declutterer. la mia mamma però, e mia nonna, erano grandi conservatrici. non so se la variabile incide;). sono d'accordo con te. ribadisco però che il miglior modo per non accumulare è eviatare di possedere tutto ciò che non è indispensabile..buona continuazione:)

Paola ha detto...

Un problema non da poco legato al decluttering è anche la produzione di rifiuti. E' vero che si può scambiare, regalare, vendere, barattare ecc. ma di fatto anche queste operazioni si aggiungono alla fatica del fare ordine e pulizia. E a me riempire pacchi di roba da buttare mette davvero in crisi. Insomma, il decluttering è la mia bestia più nera. Però mi piace la tua visione personale e originale dell'operazione. La userò come incoraggiamento per l'eterno decluttering che mi aspetta eternamente...

la Ste ha detto...

Vi invidio entrambe, una per il decluttering l'altra per i rifiuti. Nel mio piccolo ho deciso di fare un pezzettino alla volta e cercare di non buttare e non comprare, ma anche di non comprare per non buttare;-) Vi terrò aggiornate.
Paola, pensa la combinazione sei citata nel mio prossimo articolo!
Un beso a tutte e due!

la Ste ha detto...

Vi invidio entrambe, una per il decluttering l'altra per i rifiuti. Nel mio piccolo ho deciso di fare un pezzettino alla volta e cercare di non buttare e non comprare, ma anche di non comprare per non buttare;-) Vi terrò aggiornate.
Paola, pensa la combinazione sei citata nel mio prossimo articolo!
Un beso a tutte e due!

Elena Ferro ha detto...

Ciao Stefania, sono felice che anche tu abbia valutato il tema del decluttering.
Se siete interessate al tema del decluttering e della semplificazione, date occhiata anche a questo blog: semplicee.blogspot.it
Troverete consigli sempre aggiornati sul tema. In particolare tutti i lunedì e tutti i venerdì.
Vi aspetto Elena

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