Il 13 di dicembre è il
giorno di Santa Lucia e in alcune province questa Santa porta i doni ai bambini
buoni, proprio come a Milano fanno Gesù Bambino e, ultimamente Babbo Natale (ai
miei tempi non si faceva mai vivo, toccava fare tutto al Bambinello). Nella
frazione di paese in cui abito (un centinaio di famiglie) Santa Lucia arriva in
carne ed ossa la sera del 12 dicembre; tutti i bambini salgono in cima alla salita
fino al punto in cui si la strada si innesta nella provinciale ad aspettarla al
grido di “Santa Lucia vieni!” Ogni bambino ha la sua lanterna ed è accompagnato
da un solo genitore, in genere, perché non si sa come, al momento di uscire, c’è
sempre qualche cosa che ne trattiene uno, ieri sera il nostro papà doveva fare
una telefonata al nonno prima di raggiungerci per esempio. Le macchine che
passano andando a Sant’Anna ci salutano suonando il clacson, ogni tanto
qualcuno abbassa il finestrino e grida: “l’ho vista! Sta arrivando!” E allora l’eccitazione
nei bambini cresce e si sente nelle vocine emozionate che gridano. Poi, da
dietro la curva, comincia a spuntare qualche lucetta, si intravvede il
Gastaldo, poi l’asino e, alla fine, il carretto con sopra Santa Lucia, tutta
vestita di bianco con il velo che le copre la faccia. La tensione tra i bambini
è palpabile, perché, diciamolo, la Santa è tanto attesa, ma mette anche un po’
paura; i bambini sono sempre in bilico tra l’attesa di doni e caramelle ed il
timore di quella donna misteriosa e velata che non parla mai e poi, qualche
nonno lo racconta ancora, chi la vede in volto, diventa cieco, quindi un po’ di
paura la incute.
Quando finalmente il
carretto raggiunge il gruppetto, i bambini le si fanno intorno e lei
distribuisce caramelle; caramelle speciali per quei bambini che, armati di
coraggio, le si avvicinano e recitano la poesia di Santa Lucia, imparata a
scuola. Un bambino, una classe, una poesia. Ieri sera si sono esibiti in sei,
compreso Barbaforte insieme a due sue compagne di asilo, Barbabella si è
rifiutata, era davvero terrorizzata. A dire il vero Barbaforte ha cominciato
con la poesia non appena il carretto si è infilato nella via, tipo mantra,
tutto orgoglioso, e dire che a noi non l’aveva mai detta tutta intera così
bene. Com’era orgoglioso.
Finite le poesie il
carretto scende nella nostra strada, mentre lei continua a gettare le
caramelle, parcheggia il carretto con l’asino e sparisce, accompagnata dal
Gastaldo, mentre tutti i bambini si dividono tra la coda per un giro sul carretto
e quella per avere delle frittelle. Già perché a questo punto inizia la festa;
alcune signore cuociono le frittelle tipo fiera, poi arrivano vin brulè e
cioccolata calda direttamente nelle pentole in cui sono stati cotti e su un
lungo tavolo vengono disposti bibite e dolci preparati dai residenti.
È una delle poche occasioni
in cui ci si trova tra vicini a fare festa ed è un momento apprezzato da tutti.
Tornati a casa, poi, se si è stati buoni, si trovano i regali portati da Santa
Lucia e qui inizia un’altra festa!
Ecco io per la festa ho
preparato un pane con l’uva e noci che mi ha fruttato un sacco di complimenti
ed è la ricetta che vi propongo oggi, anche se devo scoprire chi aveva fatto la
torta di pere che era fantastica.
Pane con le noci e l’uvetta:
ingredienti:
500 grammi di farina 00
70 grammi di zucchero di canna
50 grammi di olio di semi
200 grammi di uvetta sultanina
Noci sgusciate q.b.
Sale q.b.
220 grammi di acqua
Un cucchiaino di lievito in polvere per pane o un cubetto di
lievito di birra
La buccia di un arancio e di un limone biologici non trattati
la foto si riferisce alla versione solo con uvetta |
L’uvetta sarebbe da lasciare a mollo per qualche ora nell’acqua o
in qualche liquore, ma io una volta mi sono dimenticata e ho trovato che il
risultato finale era decisamente migliore.
Impastare la farina con l’acqua, il lievito, lo zucchero e le bucce
degli agrumi grattugiate, aggiungere un pochino di sale, impastare ancora e
lasciar lievitare in un luogo caldo. Dopo almeno un’ora, meglio se due o tre,
inserire nel composto l’uvetta e le noci spezzettate e rimpastare con calma. Sicuramente
vi sembreranno troppe, ma poi, con calma, il pane le amalgamerà tutte. Lasciar riposare
un’altra ora, quindi fare una pagnotta e disporla sulla teglia coperta di carta
forno ed infornare in forno già caldo a 200° per 40 minuti. Ovviamente se
deciderete di fare panini piccoli dovrete ridurre il tempo di cottura.
Con il Bimby
Gli ingredienti sono identici, ma si procede così: mettete lo
zucchero e la buccia degli agrumi nel boccale e tritate per 10 secondi vel. 8. Fate
scendere il trito così ottenuto nel boccale aiutandovi con la spatola e
inserite la farina, l’olio, il lievito e l’acqua, impastate con il tasto spiga
per una decina di secondi. Aggiungete il sale ed impastate con il tasto spiga
per due minuti. Togliete e fate riposare in luogo caldo per almeno un’ora o
anche di più, poi rimettete nel boccale ed impastate di nuovo con il pulsante
spiga inserendo dal foro l’uvetta e le noci poco a poco quando la macchina si
ferma per cambiare giro. Se però le noci vi piacciono proprio intere vi toccherà
inserirle impastando a mano, perché con il Bimby le troverete ancora belle
grossette, ma difficilmente intere.
A presto!
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